Il 13 gennaio 2024 ho avuto il piacere di partecipare, presso il Polo Liceale Sylos Fiore di Terlizzi, alla conferenza “La matematica che stupisce, da Fibonacci alla A.I.”, organizzata nell’ambito della Settimana della Scienza.
L’incontro, raccontato anche da BitontoLive.it, ha visto la partecipazione mia e del prof. Alessio Gaudimundo, entrambi matematici e membri dell’associazione Alumni Mathematica. Il prof. Gaudimundo ha accompagnato gli studenti in un percorso storico dedicato a Leonardo Pisano, detto Fibonacci, e al suo Liber Abaci, opera fondamentale per lo sviluppo della cultura matematica occidentale. Il mio intervento, invece, è partito dalla celebre sequenza numerica di Fibonacci per arrivare alle sue applicazioni nel mondo degli algoritmi, del digitale e dell’Intelligenza Artificiale.
La matematica non è lontana dalla vita quotidiana
Spesso, soprattutto tra gli studenti, la matematica viene percepita come una disciplina astratta, distante, fatta di formule da memorizzare e procedimenti da applicare. In realtà, gli schemi matematici sono presenti nella nostra quotidianità molto più di quanto immaginiamo.
È proprio da questa idea che ho costruito il mio intervento: mostrare come la matematica sia un linguaggio nascosto dentro fenomeni naturali, tecnologie digitali, motori di ricerca, algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale.
La presentazione si è aperta con una domanda semplice: quanti conoscono la parola algoritmo? Da lì il percorso si è spostato verso un esempio molto vicino alla vita di tutti: Google. Nelle slide ho ricordato come la matematica abbia avuto un ruolo decisivo nel rendere Google ciò che oggi conosciamo, anche attraverso il celebre Page Ranking Algorithm, cioè il sistema che ha permesso di ordinare le pagine web in base alla loro rilevanza.
Fibonacci: una sequenza, mille mondi
Il cuore dell’intervento è stato naturalmente Fibonacci. Dopo aver invitato gli studenti a scrivere i primi dieci numeri della sequenza, abbiamo ragionato su un meccanismo semplice ma potentissimo: ogni numero nasce dalla somma dei due precedenti.
Da questa regola elementare prende forma una struttura sorprendente, capace di comparire in contesti molto diversi tra loro. Il classico problema dei conigli, le spirali naturali, la disposizione dei semi nei girasoli, alcune forme vegetali, le conchiglie e tanti altri esempi mostrano come la matematica non sia soltanto una costruzione teorica, ma anche uno strumento per leggere la bellezza e l’ordine del mondo naturale.
Durante l’incontro ho cercato di far emergere proprio questo aspetto: la matematica stupisce quando smette di essere vista come un insieme di esercizi e diventa una chiave per osservare la realtà.
Dagli schemi naturali agli algoritmi
La sequenza di Fibonacci non è rimasta confinata al passato. Al contrario, continua a suggerire collegamenti con ambiti molto attuali: informatica, algoritmi, ottimizzazione, modelli di crescita, visualizzazione dei dati, finanza, tecnologia e Intelligenza Artificiale.
Nella presentazione ho scelto di accostare il fascino storico della sequenza a esempi contemporanei: dai motori di ricerca alla generazione di immagini, fino all’uso dell’AI come strumento capace di trasformare idee, parole e concetti matematici in rappresentazioni visive.
Questo passaggio è importante perché consente agli studenti di comprendere che ciò che studiano a scuola non è separato dal mondo reale. Dietro molte tecnologie che utilizziamo ogni giorno ci sono strutture matematiche, modelli, relazioni, sequenze e algoritmi.
La matematica come educazione allo stupore
L’obiettivo della conferenza non era soltanto spiegare Fibonacci, ma provare a restituire alla matematica una dimensione più ampia: quella dello stupore.
La matematica educa a osservare meglio, a riconoscere schemi, a fare collegamenti, a non fermarsi alla superficie delle cose. È una disciplina che aiuta a interpretare la complessità e, allo stesso tempo, può aprire nuove prospettive personali e professionali.
Nelle conclusioni della presentazione ho sottolineato proprio questo: spesso si dice che la matematica sia inutile o che non serva nella vita lavorativa. In realtà, gli schemi matematici sono presenti nella nostra quotidianità molto più di quanto immaginiamo e la loro consapevolezza può arricchire il nostro modo di comprendere il mondo, oltre ad aprire nuove opportunità nei percorsi di studio e di lavoro.
STEM, futuro e responsabilità educativa
La Settimana della Scienza al Polo Liceale Sylos Fiore è stata quindi un’occasione preziosa per parlare di STEM, innovazione e futuro con un linguaggio accessibile e coinvolgente.
Portare la matematica fuori dalla sola dimensione scolastica significa aiutare i ragazzi a riconoscere il valore delle competenze scientifiche in un mondo sempre più attraversato da dati, algoritmi e Intelligenza Artificiale.
Da Fibonacci all’AI, il messaggio che ho voluto condividere è semplice: la matematica non appartiene solo ai libri, ma alla vita. È nelle tecnologie che usiamo, nella natura che osserviamo, nei problemi che proviamo a risolvere e nelle possibilità che possiamo immaginare.
Ed è proprio per questo che continua, ancora oggi, a stupire.