Stefano Franco con gli artisti ospiti e Padre Pino Di Nardo durante l’evento Le eccellenze del territorio alla Parrocchia Madre della Divina Provvidenza di Bari San Paolo

in Vita

Le eccellenze del territorio al San Paolo: una nuova narrazione del quartiere

Il cuore pulsante di Maria: al San Paolo una serata per raccontare le eccellenze del territorio

Venerdì 3 luglio 2026, nell’ambito della Festa parrocchiale di Sant’Antonio Maria Zaccaria, presso la Parrocchia Madre della Divina Provvidenza di Bari – San Paolo, si è svolto l’evento “Il cuore pulsante di Maria – Le eccellenze del territorio”, un momento di incontro, arte, musica e testimonianza nato con l’obiettivo di valorizzare le energie positive del quartiere.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che, insieme agli amici del Circolo ACLI San Paolo “La Pira”, stiamo provando a portare avanti da tempo: contribuire a costruire una narrazione diversa del nostro territorio. Il San Paolo è spesso raccontato soltanto attraverso le sue criticità, che esistono e che non vanno negate. È un quartiere complesso, segnato da fragilità sociali, difficoltà educative, povertà di opportunità e da una storia urbanistica che ha inciso profondamente sulla vita delle persone.

Ma il San Paolo non è solo questo.

È anche il quartiere di tante famiglie che hanno costruito qui la propria storia. È il quartiere dei nonni arrivati da altre zone di Bari o da altre città per popolare un’area appena nata; dei figli cresciuti in una periferia ancora alla ricerca della propria identità; e oggi di una terza generazione che spesso vive qui non per una vera scelta, ma perché qui sono nati i propri legami, qui ci sono i genitori, qui ci sono le radici.

In questo percorso, però, tanti ragazzi e tante ragazze del territorio hanno saputo aprirsi una strada. Si sono laureati, si sono formati, hanno fatto esperienze importanti in Italia e all’estero. Sono diventati medici, chirurghi, ingegneri, avvocati, docenti, imprenditori, artisti, professionisti. Hanno dimostrato che anche da un quartiere considerato difficile possono nascere percorsi di valore, talento e competenza.

Quando parliamo di “eccellenze del territorio”, quindi, non vogliamo costruire una retorica distante dalla realtà. Sappiamo bene che queste esperienze non rappresentano automaticamente la condizione di tutti. Sappiamo che il quartiere continua ad avere bisogno di investimenti, scuola, servizi, cultura, lavoro, presenza educativa e occasioni concrete. Ma proprio per questo è importante raccontare le storie positive: perché possano diventare esempio, stimolo, incoraggiamento. Perché nessuno debba sentirsi condannato in partenza da ciò che altri hanno già deciso per lui.

La serata del 3 luglio è nata con questo spirito.

Durante l’evento sono state presentate le poesie di Noemi Mallardi, mamma di cinque figli, laureata e impegnata in ambito educativo e formativo, che ha condiviso alcuni testi nati da esperienze profonde di vita. Le sue parole hanno offerto al pubblico un momento intenso, capace di trasformare il vissuto personale in riflessione, emozione e testimonianza.

La musica è stata affidata ad Aurora Mincuzzi, laureata al Conservatorio in flauto traverso, che ha accompagnato la serata con brani di grande suggestione: dall’Ave Maria di Schubert, alla colonna sonora de La vita è bella, fino all’Allelujah di Leonard Cohen. Un intervento musicale elegante e coinvolgente, capace di dare ulteriore profondità al senso dell’iniziativa.

La serata ha poi visto la partecipazione di Enrico Morisco, artista di arte sacra di rilievo internazionale, che ha raccontato la propria esperienza artistica e spirituale, soffermandosi anche su alcune delle opere presenti in parrocchia. Negli anni, infatti, Enrico ha realizzato e donato alla comunità diversi affreschi che oggi fanno parte del patrimonio artistico e religioso della Parrocchia Madre della Divina Provvidenza. La sua testimonianza ha ricordato quanto l’arte possa diventare dono, memoria e bellezza condivisa.

Le conclusioni sono state affidate a Padre Pino Di Nardo, parroco della comunità, che ha richiamato il valore dell’incontro, della testimonianza e della capacità di guardare al territorio con occhi nuovi, senza rassegnazione e senza superficialità.

“Il cuore pulsante di Maria” non è stato soltanto il titolo di una serata. È stato il filo conduttore di un messaggio: in un territorio spesso raccontato per le sue ferite, esiste ancora un cuore vivo, fatto di persone, storie, talenti, fede, cultura e desiderio di riscatto.

Raccontare le eccellenze del San Paolo non significa dimenticare i problemi. Significa, al contrario, partire dalla consapevolezza delle difficoltà per affermare che il futuro non può essere scritto solo dalle statistiche, dai pregiudizi o dalla rassegnazione.

Significa dire ai ragazzi del quartiere che si può puntare più in alto. Che si può studiare, creare, suonare, scrivere, dipingere, costruire, progettare. Che si può restare legati alle proprie radici senza sentirsi prigionieri del luogo da cui si proviene.

E significa anche dire alla città che il San Paolo non deve essere guardato soltanto come periferia problematica, ma come comunità viva, capace di generare valore, bellezza e futuro.

Share