in Politica

La responsabilità sociale, oltre l’indifferenza

Qualche sera fa, sono stato invitato a co-moderare la presentazione del libro di Paolo d’Anselmi “La sfida della Responsabilità sociale d’impresa oltre l’indifferenza” edito da Cacucci Editore. Paolo è un amico, mi fa sempre piacere dialogare con lui ogni volta che ce ne sia l’occasione. In questo caso, la presentazione del libro è avvenuta a Mola di Bari, nel comitato politico di Giangrazio di Rutigliano (già sindaco e attualmente consigliere comunale), insieme anche a Mario Buonsante, consulente d’impresa.

da sinistra: Giangrazio di Rutigliano, Mauro Buonsante, Paolo d'Anselmi, Stefano Franco

Cosa è la responsabilità sociale d’impresa?

Nel libro Paolo d’Anselmi lo spiega abbastanza bene attraverso una metafora che vi riporto. Supponiamo di essere in un bar:

“Buongiorno dottore, il solito?” dice il barista. “Si, grazie”, risponde il dottore. “Dottore, ma lei che lavoro fa?”. “Faccio bilanci, come un ragioniere. E scrivo libri analizzando i bilanci delle imprese pubbliche e private, grandi e piccole”. 

Per capire la responsabilità sociale d’impresa dobbiamo introdurre uno strumento tecnico: il bilancio sociale d’impresa. Si tratta di un documento, non solo di natura contabile ed economica, che prova a valutare a tutto tondo gli esiti e gli effetti di una certa attività economica rispetto agli stakeholder, al contesto interno ed esterno, al benessere diffuso dei clienti e dei propri dipendenti e tanto altro.

Un documento che pone l’impresa in una situazione di costruzione sinergica di un sistema economico che impatta sul territorio e sulla società civile, e che con questi attori si deve confrontare e integrare. Un’azienda responsabile socialmente è un’azienda che cresce e lo fa consapevolmente rispetto a tutto ciò che la circonda.

Tutte le aziende lo fanno?

Chiaro che no. Potremmo citare infiniti casi di aziende speculatrici che portano avanti esclusivamente l’interesse economico dei propri soci a discapito di tutto e tutti.

Ma sarebbe un grave limite pensare che questo succeda e abbia come unici responsabili tali aziende.

La questione è che noi siamo completamente permeati all’interno di un sistema macroeconomico all’interno del quale tutto quello che succede è disciplinato da leggi, accordi, concessioni.

Facciamo un esempio concreto. È ormai noto il caso dell’accordo che Amazon Italia fece nel 2017 con l’Agenzia delle Entrate per una presunta frode fiscale. Amazon si è poi accordata per pagare una multa di 100 milioni di euro.

Non entro nel merito dell’entità della multa che probabilmente è infinitamente inferiore in termini proporzionali rispetto a quanto sono costretti a pagare di imposte piccoli imprenditori che hanno piccole aziende, magari a conduzione familiare.

Voglio soffermarmi sulle dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti politici italiani (potete leggerle in questo articolo): prima di quel momento Amazon non pagava le tasse al fisco italiano non perché non voleva ma perché non c’era una normativa adeguata per aziende di così moderna impostazione.

Come vediamo la responsabilità sociale d’impresa non è un tema che riguarda esclusivamente le imprese, ma riguarda anche le istituzioni che devono costruire una giurisdizione adeguata al passo con i tempi.

E in questo contesto qual è il ruolo del singolo individuo?

Il ruolo del singolo individuo è un ruolo fondamentale. Nella mia esperienza politica e di amministratore ho spesso constatato che non sempre ci si rende conto del potere che appartiene al singolo individuo.

Sono fermamente convinto del potere dell’auto-determinazione umana: ognuno può e deve fare il massimo per perseguire i propri sogni e le proprie ambizioni che lo completano come uomo.

Eppure questo potere spesso è sprecato: in molti casi ci si limita a guardare quello che succede intorno a noi senza provare a incidere. Le motivazioni sono tante e qualcosa l’abbiamo già discussa un po’ di tempo fa in questo articolo.

In molti casi siamo bravi a giudicare. Seduti sul divano o al bar additiamo quel politico che non fa bene il proprio lavoro; additiamo il nostro collega o datore di lavoro per quello che non ci ha dato; accusiamo le giovani generazioni che non fanno quello che hanno fatto le nostre; accusiamo anche quel calciatore che davanti al portiere non riesce a segnare il gol decisivo che avrebbe decretato il successo della nostra squadra preferita.

In realtà il singolo individuo può fare la differenza. E deve farlo se vuole appieno calarsi nel proprio ruolo e nella propria responsabilità sociale.

Per spiegare meglio ciò che intendo mi avvalgo delle parole di Santa Teresa d’Avila nel suo Castello Interiore:

Dobbiamo ora vedere il modo di poter entrare. Sembra che dica uno sproposito, perché se il castello è la stessa anima, non si ha certo bisogno di entrare, perché si è già dentro. (…) Però dovete sapere che vi è grande differenza tra un modo di esservi e un altro, perché molte anime stanno soltanto nei dintorni, (…) senza curarsi di andare innanzi, né sapere cosa si racchiuda in quella splendida dimora, né chi l’abiti, né quali appartamenti contenga. Se avete letto in qualche libro di orazione consigliare l’anima ad entrare in se stessa, è proprio quello che intendo io. Per quanto io ne capisca, la porta per entrare in questo castello è l’orazione e la meditazione ».

In estrema sintesi (ma in realtà il pensiero è molto più complesso e affascinante), Santa Teresa d’Avila invita tutti quanti noi a concentrarci sul nostro castello interiore, piuttosto che guardare il castello degli altri ergendoci a giudici. Perché è molto più facile guardare e giudicare gli altri che guardarci internamente e giudicare noi stessi.

La responsabilità sociale del singolo

Una società matura è una società dove tutti abbiano chiaro il proprio ruolo all’interno del contesto e capiscano che ogni azione – e la mancanza di azione è un’azione essa stessa – ha un effetto su ciò che ci circonda.

Un cittadino responsabile è un cittadino che conosce i propri diritti e quelli degli altri, conosce i propri doveri, e si interessa a ciò che lo circonda, anche quando sembra che non lo riguardi direttamente, perché in realtà il sistema socio-economico è uno e uno solo.

La responsabilità sociale del singolo è dunque strettamente connessa alla sensibilità di ognuno di sentirsi parte di una comunità che si forma, si plasma e cresce comunque e nonostante tutto.

Ognuno deve fare la propria parte. Il tempo giusto è sempre ORA.

 

Share