Negli scorsi giorni ho rilasciato un’intervista a Raffaella Maria Barbara Direnzo, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. Abbiamo parlato della consulta del Terzo Settore del Municipio 3, una visione nata diversi anni fa durante il mio mandato da presidente della Commissione Speciale del Municipio 3 di Bari dal titolo “Attrattività Territoriale: percorso e soluzioni” (se vuoi approfondire clicca qui).
Un estratto dell’intervista è stato pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno in data 3 maggio 2026. Leggi l’estratto.
Ecco l’intervista integrale.
Perché ci sono voluti anni per dare attuazione a una delibera approvata all’unanimità? È stato un problema politico, amministrativo o di volontà?
La delibera è stata portata per la prima volta in consiglio il 10 aprile 2024, tra gli ultimi atti politici del precedente consiglio di Municipio. Si trattava di una delibera prodotta dalla Commissione Speciale “Attrattività Territoriale: percorso e soluzioni” di cui sono stato Presidente. Da quel momento si sono avvicendati gli organi politici, ma il dialogo è rimasto alto proprio con la finalità di portare alla luce una proposta che aveva come unico fine il bene della collettività. Direi che ci siamo riusciti. Quando le proposte vengono strutturate bene dall’inizio prima o poi vedono la luce.
Molti organismi partecipativi rischiano di restare sulla carta: cosa distingue questa Consulta da esperienze simili che non hanno prodotto risultati concreti?
In realtà questa è la prima consulta che viene istituita nel Municipio 3. Sebbene il Regolamento sul Decentramento Amministrativo preveda la possibilità di istituire consulte per una partecipazione democratica alla vita amministrativa di un territorio, prima di noi nessuno ci aveva provato ed era riuscito a mettere in piedi una proposta così concreta ed efficace. Si tratta, dunque, di un esperimento inedito che per la prima volta viene attuato in un territorio complesso come quello del Municipio 3. Ciò che ci ispirò anni fa fu, però, proprio il desiderio di partecipazione che leggemmo sui territori. Penso che la Consulta avrà futuro.
Il Terzo Settore è spesso chiamato a supplire alle carenze pubbliche: questa Consulta servirà a rafforzare il welfare locale o rischia di istituzionalizzare questa delega?
Concordo. Il Terzo Settore, nel Municipio 3 – ma potremmo anche dire in tutta la Città di Bari – è sempre stato fondamentale. Penso al periodo del Covid: il Terzo Settore ha evitato un collasso del tessuto sociale che ci sarebbe potuto essere senza così tante realtà che hanno operato per i più bisognosi e senza così tanti volontari che, anche a discapito della propria salute, hanno offerto un contributo straordinario a tutti. Il rischio di istituzionalizzare questa delega è concreto: ecco perché è importante che sempre più associazioni decidano di aderire e contribuire attivamente con proposte e segnalazioni. Questa non deve diventare la Consulta dei politici o di “pochi”, ma deve essere la Consulta di tutti.
Lei parla di “visione realizzata”: quali sono gli indicatori con cui misurerete il successo della Consulta nei prossimi mesi?
La Consulta si riunirà da Regolamento almeno 4 volte l’anno. Il primo indicatore sarà la partecipazione: ogni realtà associativa potrà far partecipare un delegato e quindi si potrà nel tempo verificare quanti saranno i componenti che effettivamente parteciperanno. Oltre all’elemento quantitativo ci sarà una inevitabile componente qualitativa: tutte le sedute sono pubbliche e prevederanno la stesura di un verbale. Quello sarà un ulteriore strumento per valutare la qualità delle discussioni e delle deliberazioni.
Se la Consulta dovesse fallire o rivelarsi inefficace, chi ne risponderebbe politicamente e cosa andrebbe corretto?
La politica in questo caso non ha responsabilità. Compito della politica è quello di costruire gli strumenti utili alla partecipazione e al coinvolgimento democratico. E in questo caso mi sento di dire che il lavoro iniziato anni fa sia stato portato a termine da coloro che ci hanno sostituito. La Consulta nella prima seduta di qualche giorno fa ha eletto all’unanimità un Coordinatore e un Vice Coordinatore. Ora è il momento che il territorio riesca a costruirsi un protagonismo anche segnalando all’organo politico eventuali carenze e criticità ma, perché no, anche redigendo proposte utili e concrete. Uno strumento come quello della Consulta serve proprio a questo: accorciare la distanza tra politica e residenti al fine di costruire i presupposti per diventare comunità. Gli strumenti ora ci sono. È compito di tutti lavorare insieme per perseguire questo obiettivo comune.