Sulla consegna delle chiavi della Città di Bari a Francesca Albanese, prevista per oggi.
Faccio una doverosa premessa. La situazione in Medio Oriente è estremamente complessa. Ogni fondamentalismo è sbagliato e, negli ultimi mesi, la situazione è divenuta ingestibile. È necessario che la comunità internazionale e tutte le istituzioni si adoperino per fermare i massacri in corso.
Le chiavi di una Città, e per Bari è stato quasi sempre così, si consegnano a personalità non residenti che danno lustro alla città nel contesto internazionale. Sebbene questo non sembri il caso di Francesca Albanese, il sindaco Vito Leccese ha avuto, a mio avviso, una intuizione lucida: stimolare una riflessione pubblica che punta nella direzione giusta della storia umana — quella di provare a fermare la morte di innocenti e indifesi in Palestina.
Eppure, se condivido idealmente la scelta del Sindaco, sono molto preoccupato dalla speculazione politica che ne è seguita. In queste ore si rincorrono post, articoli e dichiarazioni di amministratori locali che fanno a gara su chi ha avuto l’idea, su chi deve presentare l’ospite, su chi stringerà la mano a Francesca Albanese. Non commento nemmeno la goffa strumentalizzazione che la destra cittadina sta cercando di cavalcare.
Nulla di più sbagliato. Strumentalizzare guerre e stermini per un posto al sole, dimenticando che il sole tramonta sempre e il dolore per chi vive ai margini rimane.
Faccio, quindi, alcune precisazioni:
- Netanyahu ha storicamente cercato il dialogo con i regimi palestinesi. Le scelte recenti sono invece in netta rottura con questa impostazione e devono essere condannate.
- I regimi di Hamas hanno sempre esercitato forza e oppressione, limitando le libertà della popolazione palestinese. Le scelte scellerate degli ultimi mesi hanno causato un’escalation tragica, che ricade in modo devastante proprio sui palestinesi, ai quali va tutta la nostra solidarietà.
Non mi interessa una guerra ideologica. Non dirò chi ha torto, chi ha ragione, chi ha cominciato. Non cederò alla semplificazione del “hanno tutti ragione” o del “hanno tutti torto”.
La mia posizione è chiara: lo Stato di Palestina ha il diritto e il dovere di esistere. Lo stesso vale per lo Stato di Israele. Ed entrambi devono riconoscersi reciprocamente.
Bari è una città aperta, multietnica, accogliente. Qui convivono israeliani e palestinesi come in ogni paese democratico, contribuendo a una società multiculturale dove la libertà di opinione è un valore fondamentale.
Nel rispetto di tutti, oggi non parteciperò alla cerimonia. Voglio evitare di assistere al circo del presenzialismo locale. Ho massimo rispetto per la serietà del sindaco Leccese, di cui condivido l’idea della consegna delle chiavi, e per l’onestà intellettuale di Michele Laforgia, che introdurrà il dibattito al Kursaal Santa Lucia. Ma esistono momenti in cui si può, serenamente, prendere posizione. E dire: io la penso diversamente, pur rispettando le scelte degli altri.